Venice is a Collision Zone

Ho camminato molto per Venezia questa estate, fatto foto, visto molte cose interessanti. Ho visitato molti degli eventi collaterali della Biennale di Arte. Ho scoperto molti angoli di questa città che non conoscevo, e in cui si poteva entrare solo durante la Biennale di Arte.
Di questa Biennale (di questa Venezia) rimane un senso di confine, di limite, di incertezza. E di vuoto. Confini chiusi, confini che si aprono, confini che si richiudono. Limiti da passare, o già passati. Limiti da rivedere. Crisi o nuove prospettive? Venezia rimane zona di collisione.

I walked a lot in Venice this summer: lot of photos, many interesting things. I visited many of the collateral events of the Biennale of Art. I discovered corners of this town I didn’t know, and where you could enter only during the Biennale of Art.
This Biennale (this Venice) leaves a sense of boundary, of limit, of uncertainty. And of emptiness. Closed borders, borders to be open, re-closing borders. Limits to pass, or already passed. Limits to be reviewed. Crisis or new opportunities? Venice remains a collision zone.

txt: Gast Bouschet and Nadine Hilbert – Collision Zone – Louxembourg Pavilion

Europe’s fear of massive infiltration from without lies at the heart of Gast Bouschet & Nadine Hilbert’s Collision Zone, a haunted staging of image and sound recordings collected by the artists in the border regions of the Mediterranean.
[...]
Collision Zone fundamentally questions the notion of borders, following the observation that continents in general, and Africa in specific, are actually moving and constantly changing their respective positions. Overpowering natural and geological forces slowly but surely extend or shift the world’s physical and geographical boundaries. Gast Bouschet & Nadine Hilbert’s work thus draws its inspiration from a series of phenomena on the brink of the visible which appear to be regulating our world. By merging biological time and deep time, their installation creates a lapse of meditative time – a purposeful introspective slowdown interrupted by sporadic violent eruptions.

img: Luxembourg – Collision Zone – oddtag on flickr.com

collision zone

Venezia nel 2020: Veneziacamp, Cipriani e Vettese

Sono andato al VeneziaCamp 2009 nelle Tese dell’Arsenale, tra ragazzi delle medie che hanno fatto il tema sulla Next City, barcamp di iperconnessi blogger, la luce delle Tese, il garage di Facebook, markettari e accessibilità: contraddizioni e idee tra passato e futuro, Venezia e foresti, wifi perfetto, eventi e organizzazione che era alla prima volta..

E’ il posto giusto per leggere l’articolo sul Corriere della Sera di Arrigo Cipriani, patron dell’Harris Bar, “Alla fine sarò l’ultimo dei veneziani”.
“Siamo nel 2022 e in aprile avrò novant’anni. Noi di Vene­zia siamo rimasti in dieci…”
Viene in mente Migropolis e quello che dice Angela Vettese:

E’ inutile lagnarsi che le famiglie residenti diminuiscano, che il sito cambi natura, che il modo di stendere i panni dal più piccolo al più grande, dal più chiaro al più scuro, tra i palazzi delle calli di Castello, vada perdendosi irrimediabilmente. Si possono guadagnare altre cose. Se solo si prova a credere che la trasformazione di un luogo, soprattutto di questo luogo in questo tempo, non significa affatto la sua morte ma piuttosto un’occasione di rinascita”.

Sarà interessante sentire e parlare con David Weinberger all’evento Next City Life (come vogliamo e ci immaginiamo la città del 2020).

links:
- A Venezia meno di 60 mila veneziani – Corriere della Sera
- De Rita: Troppo tardi per tutto nemmeno Cacciari l’ha cambiata – Corriere della Sera
- Migropolis. Venice/Atlas of a Global Situation

Digital detox

txt: www.disconnecteddocumentary.com

How long could you go without a computer?
Three college students take on the challenge of giving up their computers to see how their academic, social, and work lives are affected. No Facebook. No YouTube. No e-mail. How will they get their work done? Will they cheat? Who will survive the longest? This one-hour documentary follows Carleton College students Andrew, Caitlin, and Chel as they go through “digital detox” and learn to interact with themselves and with others in ways we have largely forgotten.

video: Trailer for Disconnected: a documentary

MuTATE BRITAIN

link: http://mutatebritain.wordpress.com

An art events movement run by a group of friends and collaborators representing different tribes in British society. MuTATE BRITAIN are The Mutoid Waste Company and The Cordy House Family.

We work together to take art out of the gallery and into the city – where it reaches and entertains a much broader swathe of society. Our governing principle began with Joe Rush and the Mutoid Waste Company – we mix art into a bigger event and make sure everyone enjoys it.

video: mutate britain – timandbarrytv on youtube

VeneziaCamp 2009

txt: VeneziaCamp 2009 – http://www.veneziacamp.it

Tre giorni di futuro in quella che è stata la prima fabbrica al mondo: l’Arsenale di Venezia. 3.000 metri quadri divisi in tre aree allestite con stand, community area, sale convegni, clusters. Innovazione e cittadinanza digitale, luogo di incontro per il “Popolo della Rete”ma non solo; le tre giornate prevedono una serie di convegni, tavole rotonde e seminari in cui verranno illustrati , tra gli altri, Best Practice mondiali per l’e-democracy,strategie di comunicazione per la PA, visioni condivise per favorire la modernizzazione della PA digitale.

Un futuro a Venezia: Migropolis. Venice Atlas of a Global Situation

txt: Migropolis. Venice/Atlas of a Global Situation – Fondazione Beviliacqua la Masa

Come scrive Angela Vettese nella premessa al catalogo: “Il sogno di una chimica a Marghera, come quello di una manifattura alla Giudecca, sono andati perduti. Ma seguendo un sogno diverso e della cui realizzabilità c’è già traccia, Venezia potrebbe usare il suo immenso potenziale simbolico, internazionale e globale per vocazione, diventando o piuttosto ritornando un incubatore di attività del conoscere. La città ha nello sviluppo delle attività culturali l’unico antidoto al soffocamento da turismo. E’ inutile lagnarsi che le famiglie residenti diminuiscano, che il sito cambi natura, che il modo di stendere i panni dal più piccolo al più grande, dal più chiaro al più scuro, tra i palazzi delle calli di Castello, vada perdendosi irrimediabilmente. Si possono guadagnare altre cose. Se solo si prova a credere che la trasformazione di un luogo, soprattutto di questo luogo in questo tempo, non significa affatto la sua morte ma piuttosto un’occasione di rinascita”.

Migropolis. Venice/Atlas of a Global Situation
Sede: Galleria di Piazza San Marco
Apertura: 08 ottobre 2009 – 06 dicembre 2009
Orario: 10:30 – 17:30
Chiusura lunedì e martedì
Inaugurazione Inaugurazione 8 ottobre 18.30

video: World Builder – BranitVFX on vimeo.com

Wannabe a contemporary artist?

txt: Walter Benjamin – The Work of Art in the Age of Mechanical Reproduction

“Fiat ars – pereat mundus”, says Fascism, and, as Marinetti admits, expects war to supply the artistic gratification of a sense perception that has been changed by technology. This is evidently the consummation of “l’art pour l’art.” Mankind, which in Homer’s time was an object of contemplation for the Olympian gods, now is one for itself. Its self-alienation has reached such a degree that it can experience its own destruction as an aesthetic pleasure of the first order. This is the situation of politics which Fascism is rendering aesthetic. Communism responds by politicizing art.

video: Come diventare un artista contemporaneo parte III – ilcircopolare on youtube